sábado, 13 de marzo de 2010

Suor Gemma Alloa Casale


Suor Gemma Alloa Casale di Cavallermaggiore

50 anni fa... un miracolo. Una suora della Sacra Famiglia guarita miracolosamente per intercessione di Madre Giuseppina Gabriella Bonino.

Suor Gemma Alloa, nativa di Madonna del Pilone frazione di Cavallermaggiore, si prodigava con generosità e amore verso i bambini della scuola materna di S. Rocco Bernezzo (Cuneo), quando nel gennaio del 1957 viene colpita da un’accanita forma di colite e problemi al fegato, ulcere diffuse allo stomaco ed intestino, crisi spasmodiche, vomito. Curata in diversi ospedali, il risultato risulta poco soddisfacente, tanto che, negli ultimi mesi, il suo peso diminuisce di ventidue chili. Trascorsi alcuni mesi dall’inizio della malattia, Suor Gemma non prendeva più cibo, non riusciva a dormire ed era necessario somministrarle frequenti calmanti e medicinali per lenire febbre e dolori; inoltre, sopraggiunse una broncopolmonite che la portò in fin di vita. In tali condizioni il pellegrinaggio Unitalsi di Cuneo diretto a Lourdes, presieduto dal Vescovo di Cuneo, Mons. Tonetti, l’accolse quale ospite gravissima: a parere del medico del treno, dott. Del Grande, risultava la più grave tra i pellegrini malati. Ad accompagnarla fu la Madre Generale di allora, Suor Battistina Fiorito, la quale affermò: “Il viaggio di ritorno da Lourdes è stato doloroso per lei, che pativa sofferenze spasmodiche senza tregua, con vomito, e anche per me che l’accompagnavo, incapace di alleviarle le pene. Era però disposta e rassegnata ad abbracciare la sua croce di sofferenza come Gesù credeva bene di donarle.” Il giorno 20 settembre 1957, Suor Gemma ritornava in Casa Madre a Savigliano e, nel suo letto, le indicibili sofferenze continuavano. In quella stessa notte, però, all’una, d’improvviso si addormentò in un sonno profondo. In sette mesi nessun calmante o sonnifero era riuscito a procurare all’inferma un po’ di sonno! Durante il riposo ecco il meraviglioso sogno che vi riportiamo raccontato dalla protagonista: “Ero davanti alla grotta di Lourdes, pioveva a dirotto, mi lamentavo del freddo e mi trovavo a disagio, però manifestavo la mia gioia di trovarmi lì vicino alla grotta. La Madonna mi invitò a ripararmi sotto il Suo manto. Immediatamente tentai di alzarmi dalla barella per eseguire il gradito invito…e mi svegliai”. Suor Clotilde Eandi, che la vegliava in quella notte, si trovò improvvisamente davanti ad un caso d’emergenza: Suor Gemma voleva scendere dal letto, voleva mangiare, voleva camminare; rideva, piangeva… Suor Clotilde si trovava in un inconsueto guaio: trattenere la malata preoccupandosi di calmarla e, nello stesso momento, avvisare la Superiora per la meravigliosa novità. Il mattino seguente alle ore 9, Suor Gemma, finalmente, ebbe il permesso di alzarsi dal letto e, non più sorretta dalle Consorelle, ma spedita e agile, senza fatica o sofferenza alcuna, scese in Cappella. Delle recenti atroci sofferenze del viaggio di ritorno neppur più l’ombra! Dopo aver consumato una prima abbondante colazione che, dice Suor Gemma, andò giù liscia, liscia… si recò alla Messa solenne in Comunità, con il cuore stupito e riconoscente a Dio per il grande favore che le aveva concesso: guarire in un istante! Suor Gemma riprendeva così la sua vita ordinaria nella Comunità e poi con il servizio trai bimbi della scuola materna e nella comunità parrocchiale di S.Rocco. Attualmente è una presenza significativa nella parrocchia di Cervasca (Cuneo). Da tempo in modo insistente, nel periodo della malattia e del pellegrinaggio a Lourdes, tutta la Comunità delle Suore della Sacra Famiglia implorava con fiduciala Fondatrice, Madre Giuseppina Gabriella Bonino, affinché ottenesse da Dio la grazia della guarigione della cara sorella inferma. E il miracolo, in seguito riconosciuto dall’autorità ecclesiastica, non si fece attendere! Con sentimenti di interiore gratitudine e amore a Maria, Suor Gemma ripeteva spesso: “L’Immacolata, a Lourdes, mi ha voluto un gran bene!”. A distanza di tempo è possibile scorgere la traccia che la Divina Provvidenza ha voluto lasciare nella vita della nostra Comunità della Sacra Famiglia; un filo d’oro che collega l’Eucaristia, Lourdes, Madre Bonino e Suor Gemma.
Suor A. N. Savigliano, 9-11-2007.

Per una consegna ai giovani d'oggi

Una simpatica idea si diffondeva da tempo, tra la gente della comunità cristiana di “Madonna del Pilone”, frazione di Cavallermaggiore (CN).

Dicevano gli abitanti: “Noi possediamo un bene prezioso, la Chiesa parrocchiale e la Scuola Materna; ambienti animati dal medesimo ideale per la formazione cristiana dei fanciulli e dei giovani alla vita e per un valido sostegno alle famiglie. Sarebbe bello pensare ad un momento di festa per ricordare con gioia e riconoscenza la data in cui la nostra Chiesa, dedicata alla “Madre del Divino Amore” è stata costituita e riconosciuta “Parrocchia”, dall’autorità diocesana del tempo: S. Eminenza Cardinale Mauriglio Fossati. Ma la festa sarà certamente più completa se vi uniamo un sentimento di gratitudine alle Suore della “Sacra Famiglia”, la cui presenza tra noi è stata esattamente di anni cinquanta (1935-1985).”
Il passa-parola entusiasmò gli animi, ringiovanì la memoria degli anziani, il passato riempì di ricordi il presente, il pensionato e l’anziano raccontavano orgogliosi le storie da esse vissute (dopo la fatica dei campi i turni per il trasporto del materiale e le ore di lavoro straordinarie fatte insieme all’Arciprete, per costruire muri e piazzare serramenti, porte ecc..).

E venne il giorno della festa: 9 Marzo 2008, che fu anche giorno di gioia e riconoscenza. Punto centrale la Celebrazione Eucaristica delle ore 11, con grande partecipazione di popolo, di famiglie al completo impegnate nella lettura, nel suono, nell’esecuzione dei canti liturgici. Concreta l’omelia del celebrante che, dialogando con l’assemblea, volle conoscere quanti tra i presenti erano stati fanciulli della prima ora e parecchi alzarono la mano; suor Gemma Alloa aveva ricordi molto vivi e prendendo la parola narrò due o tre piccoli episodi che possono essere tutt’ora una lezione di vita. “Con la gioia del Signore nel cuore, andiamo in pace”. Fu l’augurio del celebrante all’assemblea e diede l’avvio all’esplosione della festa, una gioia indescrivibile sui volti, sguardi pieni di sorpresa nel riconoscere amici di vecchia data, compagni della prima ora, lacrime di commozione… un vero incontro di famiglia.

Dall’alto del campanile si diffondevano all’intorno rintocchi del mezzogiorno e, nel salone della Scuola Materna iniziava il secondo momento della festa. I bimbi iscritti e frequentanti in questo anno scolastico, insieme alle loro insegnanti, con canti e scenette davano il benvenuto alle Autorità civili, ai Benefattori e a quanti residenti altrove da parecchi anni erano presenti per l’occasione.

Un sentimento di profonda gratitudine Osvaldo Abrate, attuale responsabile della Scuola Materna, lo indirizzò alla Congregazione della “Sacra Famiglia” per la presenza delle Suore come insegnanti e animatrici di vita cristiana e sociale; presenza che durò dal 1935 al 1985. La popolazione credeva nel valore di una scuola cristiana e i fatti confermarono la loro convinzione. Oggi essi hanno rapporti di confidenza e di amicizia anche con un buon numero di religiose e religiosi, la cui vocazione alla consacrazione è fiorita proprio nel loro ambiente.

Oggi le generazioni passano, ma l’opera continua e la creatività dell’equipe responsabile sforna ogni anno nuove iniziative, perché la comunità resti viva e coinvolta. Ecco allora in questa circostanza la presentazione del libro: “La nostra Scuola Materna, dono della Provvidenza”. E’ un documento prezioso; nel pensiero e nel cuore dei responsabili vuole essere: un messaggio da consegnare ai giovani d’oggi.

Una invitata alla festa

La riconoscenza di Cervasca

L’Amministrazione Comunale di Cervasca ha scelto il 14 ottobre 2007, domenica animata dal “mercatino annuale” e dalla presenza di numerosi visitatori, per consegnare alle Suore, suor Immacolata e suor Gemma, la bellissima targa a testimonianza e a merito del lavoro compiuto in quasi quarant’anni nella Scuola Materna Parrocchiale. Una giornata di festa che resterà unica nella storia della Comunità.

Dal bollettino parrocchiale leggiamo: Questa giornata, oltre all’ iniziativa del paese, è stata un’occasione per esprimere la riconoscenza di Cervasca alle Suore! Per trentacinque anni, ininterrottamente, hanno portato la responsabilità della Scuola Materna. Nel 2003 hanno lasciato. Col consenso della Madre Superiora e del Consiglio sono rimaste fra noi, testimoniando, nel silenzio, nella preghiera e anche nella sofferenza, la scelta di vita e la fedeltà alla loro vocazione religiosa.

Non sto a ricordare quanto hanno lavorato. La quasi totalità dei cervaschesi hanno avuto modo di rendersene conto. Quelli che in quegli anni erano bambini ricorderanno gli insegnamenti e i pranzetti di suor Immacolata e suor Gemma!

Tanti adulti ricorderanno suor Gemma infermiera, iniezioni, medicine…, ma non dimentichiamo cosa è stato all’inizio, cioè la scelta di vita che hanno fatto. C’è stata una voce, una chiamata di Dio! L’hanno ascoltata e a Dio si sono consacrate. Una scelta di consacrazione, non per essere maestre di scuola Materna, ma per servire Dio, per testimoniare, per proclamare l’amore di Dio, la speranza fondata su di Lui.

Così sono arrivate a Cervasca!

Là, sulla piazza gremita di gente, abbiamo cantato tutti insieme (quanti eravamo!) un inno di riconoscenza, di ringraziamento a Dio. Don Luciano, prete cervaschese, ha proclamato il Magnificat!

Quando le cose belle sono veramente BELLE….DEO GRATIAS!!!!
Il Priore Sac. Serra Romildo


Sor Gemma Alloa Casale, nativa de Cavallermaggiore

Hace cincuenta años... un milagro. Una hermana de la congregación de la Sacra Famiglia sana milagrosamente por intercesión de la Madre Giuseppina Gabriella Bonino.

Sor Gemma Alloa, nacida en Madonna del Pilone, frazione de Cavallermaggiore, se entregaba con generosidad y amor a la educación de los niños de la escuela primaria de San Rocco Bernezzo (Cuneo), cuando, en enero de 1957, es afectada por una grave enfermedad que compromete su hígado, produciéndole úlceras en el estómago y en los intestinos, crisis espasmódicas, vómitos. Es atendida en diversos hospitales, donde el tratamiento a que se la somete resulta poco satisfactorio, al punto que en los últimos meses pierde veintidós kilos. A los pocos meses de contraer aquella enfermedad, Sor Gemma ya no comía, no conseguía dormir y era necesario suministrarle frecuentemente calmantes y fármacos para hacer bajar la fiebre y aplacar los dolores. A tal estado se suma una pulmonía que la llevó a los límites de la vida. En tales condiciones fue acogida por el grupo Unitalsi de Cuneo, presidido por el obispo Monseñor Tonetti, organizador de la peregrinación a Lourdes, por tratarse de una enferma sumamente grave, la más grave de todos los peregrinos, según el médico del tren, Dr. Del Grande. La acompañaba la por entonces Madre General, Sor Battistina Fiorito, quien manifestó: “El viaje de regreso de Lourdes fue penoso no sólo para ella, que sufría incesantes espasmos, acompañados de vómitos, sino también para mí, que la acompañaba, sintiéndome incapaz de aliviar su padecimiento. No obstante, se mostraba dispuesta y resignada a abrazar la dolorosa cruz que Jesús le había dado.” El 20 de septiembre de 1957, Sor Gemma regresó a la casa matriz de Savigliano, donde, postrada en su lecho, siguió sufriendo de manera indecible. Aquella misma noche, a la una de la madrugada, repentinamente quedó sumida en un profundo sueño. En siete meses, no se había conseguido con ningún calmante o somnífero que la enferma durmiera tan sólo un poco. Y mientras descansaba, Sor Gemma tuvo un sueño maravilloso, que reproducimos en las palabras de la misma protagonista: “Me encontraba frente a la gruta de Lourdes, llovía torrencialmente, yo me quejaba del frío y me sentía incómoda, pero manifestaba mi alegría por estar allí, junto a la gruta. La Virgen me invitó a resguardarme bajo su manto. Inmediatamente intenté levantarme de la camilla para llevar a cabo aquel agradable pedido…y me desperté”. Sor Clotilde Eandi, quien la cuidaba aquella noche, pronto se encontró ante un caso de emergencia: Sor Gemma quería bajarse de la cama, quería comer, quería caminar; reía, lloraba… Sor Clotilde no sabía qué hacer primero: retener a la enferma e intentar calmarla o ir a comunicar a la Superiora tan maravillosa noticia. A la mañana siguiente, a las 9hs, se le permitió al fin a Sor Gemma que dejara la cama, y, sin la ayuda de ninguna de las religiosas, con suma agilidad, sin dificultad ni dolor, se dirigió hacia la capilla. Ya no quedaban siquiera rastros de los atroces sufrimientos del viaje de regreso. Después de un desayuno copioso que, a decir de la misma Sor Gemma, digirió perfectamente… asistió a la misa solemne acompañada de toda la comunidad. En lo más hondo de su corazón se sentía azorada y agradecida ante Dios por la inmensa gracia que le había concedido: sanar en un instante. Sor Gemma volvió así a su vida habitual dentro de comunidad y luego a la educación de los niños de la escuela primaria, como también en la comunidad parroquial de San Rocco. Actualmente, su presencia adquiere suma importancia en la parroquia de Cervasca (Cuneo). Desde hacía mucho tiempo, desde el período de la enfermedad y de la peregrinación al santuario de Lourdes, las hermanas de la comunidad de la Sacra Famiglia imploraba insistentemente a la fundadora, Madre Giuseppina Gabriella Bonino, para que por su intercesión Dios concediera a la amada hermana la gracia de sanar. Y el milagro, posteriormente reconocido por autoridad eclesiástica, no se hizo esperar. Con un sentimiento de profunda gratitud y amor por la Virgen María, Sor Gemma repetía frecuentemente: “La Inmaculada, en Lourdes, quiso para mí un gran bienestar”. Después de los años transcurridos, podemos ver la huella que la Divina Providencia ha querido dejar en la vida de la nuestra comunidad de la Sacra Famiglia; un hilo de oro que une la Eucaristía, Lourdes, la Madre Bonino y Sor Gemma. (Mi traducción, H.A.)

Una entrega a los pobres

Una hermosa idea se estaba difundiendo desde hacía tiempo entre los vecinos de la comunidad cristiana de Madonna del Pilone, frazione de Cavallermaggiore (CN).

Ellos decían: “Poseemos un bien precioso, la iglesia parroquial y la escuela primaria, y a ambas las anima un mismo ideal: formar para una vida cristiana a los niños y jóvenes y sostener con fuerzas a las familias. Sería hermoso pensar en una celebración en la que se recuerde con alegría y gratitud la fecha en que nuestra iglesia, erigida en advocación a la “Madre del Divino Amor”, fue constituida y reconocida como “parroquia” por la autoridad diocesana de la época: Su Eminencia Cardenal Mauriglio Fossati. Ahora bien, tal celebración sería incompleta si no le sumamos un sentimiento de gratitud para con las Suore della Sacra Famiglia, cuya presencia entre nosotros duró exactamente cincuenta años (1935-1985).”

La iniciativa entusiasmó los espíritus, rejuveneció la memoria de los ancianos, el pasado llenó de recuerdos el presente, el jubilado y el viejito contaban orgullosos las anécdotas vividas por las Hermanas (después de la labor en los campos, los turnos para transportar el material de construcción, como asimismo las horas de trabajo extra realizado con el arcipreste, para levantar paredes y colocar cerramientos, puertas, etc.).

Finalmente, el 9 de marzo de 2008, llegó el día de la gran festividad, día de júbilo y gratitud. El momento central fue la celebración de la Eucaristía a las 11hs, con nutrida participación de los vecinos, de las familias enteras que entonaban los cantos litúrgicos. En su homilía, el celebrante, dialogando con los feligreses, quiso saber cuántos de ellos habían sido niños de la primera hora, y entonces muchos fueron los que levantaron la mano. Sor Gemma Alloa, quien todavía tenía recuerdos muy vivos, tomó la palabra para narrar dos o tres breves episodios que aún hoy pueden ser una lección de vida. “Con la alegría del Señor en el corazón, vayamos en paz”. Tal fue el deseo expresado por el celebrante a la asistencia. Y así comenzó la fiesta, un júbilo indecible ganó los rostros, las miradas se llenaron de sorpresa al reconocer amigos de larga data, compañeros de las primeras horas, la emoción hizo correr lágrimas… un auténtico encuentro de familia.

Desde lo alto del campanario se propagaban los repiques del mediodía y, en el salón de la escuela comenzaba el segundo momento de la celebración. Los niños matriculados aquel año, conjuntamente con sus maestras, por medio de cantos, daban la bienvenida a las autoridades civiles, a los benefactores y a todos aquellos que, después de muchos años de alejamiento del pueblo, habían acudido a la ceremonia.

Osvaldo Abrate, actual director de la escuela, dirigió sentidas palabras de agradecimiento a la Congregazione della Sacra Famiglia, por la presencia de las hermanas que se habían desempeñado como maestras y animadoras de la vida cristiana y social desde 1935 hasta 1985. La comunidad local creía en los valores de una escuela cristiana y los hechos la ratificaron en su convicción. Actualmente, los vecinos tienen relación de amistad con un buen número de religiosas y religiosos, cuya vocación ha nacido precisamente en el lugar.

Pasan las generaciones pero la obra continúa y del equipo coordinador surgen nuevas iniciativas para que la comunidad siga viva y comprometida. Por todas estas razones presento aquí el libro “La nostra Scuola Materna, dono della Provvidenza”. Se trata de un documento precioso que, tal como desean los coordinadores, puede constituir un mensaje para transmitir a los jóvenes de hoy.

Una invitada a la fiesta
(Mi trad., H.A.)

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