martes, 23 de junio de 2009

Suor Maria Angela, al secolo Giovanna Alloa (1847 †1889)




Enrichetta Enrici, fondatrice della
Congregazione di Sant'Anna della Provvidenza

Dal Libro delle Sorelle Defunte il cui originale si trova nell'Archivio della Congregazione delle Suore di Sant'Anna.

Suor Maria Angela, professa in questo nostro Istituto di Sant'Anna e della Provvidenza, al secolo Alloa Giovanna, figlia di Giovanni Giacomo Alloa e di Anna Maria Pettiti, nata in Carmagnola il 22 gennaio 1847, morì a Carmagnola il 2 giugno 1889.

Per visualizzare l'elenco degli antenati paterni di Giovanna Alloa, vedi Discendenza di Giovanni Michele Alloa di Carmagnola - 1663.

Questa nostra cara Sorella entrò in Religione il dì 8 settembre 1867, munita già della Patente di Maestra Elementare di Grado Superiore, cosa alquanto rara in quei tempi, e quantunque avvezza a far in casa sua da padrona e vedere subito appagati i suoi desideri, si piegò prontissimamente all'osservanza Regolare prestandosi con edificante spontaneità a tutti i lavori anche più bassi di casa. Vestite le Sacre Divise il giorno 24 maggio 1868, e quindi legatasi a Dio col triplice legame dei Santi Voti il 24 maggio 1870, fu successivamente impiegata prima in qualità di aiutante dell'Economa, quindi come Maestra nella Scuola Comunale di Viù, nell'Educatorio di questa Casa Madre, e nel nostro Educatorio di Castelfidardo, dando ovunque prove non dubbie di zelo per la santificazione propria e per la salute delle giovinette affidate alla sua cura.

Nell'anno 1873 essendo stata la nostra Ven.ma Madre Generale pregata dal Rev.mo Don Bosco di santa memoria di mandare due delle nostre suore per avviare nella vita religiosa la nuova Comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che stava formandosi a Mornese, diocesi di Acqui, fu delegata per tale delicata missione la Suor Maria Francesca Garelli, e la nostra Suor Angela le fu assegnata a compagna. Quanti travagli abbia dovuto sostenere, quanti patimenti morali e fisici sopportare e quante belle vittorie riportare sulla povera natura in quei pochi mesi che le nostre Suore si trattennero colà, lo sa Dio solo che ora ne ha coronato in Cielo i numerosi meriti che in quei principii si dovette lottare contro difficoltà gravissime, e la piccola Comunità era educata con il spirito di povertà alquanto eccessivo. Nominata successivamente Superiora dello Stabilimento di Settimo Torinese e quindi del Ritiro dell'Immacolata Concezione seppe regolarsi con amorevole discrezione e prudenza così nell'amministrazione domestica come nel regolamento delle Scuole, guadagnandosi la stima e l'affetto non solo delle Sorelle e delle persone di casa, ma ancora dei Superiori locali e di chiunque aveva occasione di trattare con lei. Era grandemente devota dell'Angelo Custode a cui ricorreva in ogni bisogno tanto materiale quanto morale, e ne ottenne più volte segnalatissime grazie per sé e per altrui. Esattissima nell'osservanza regolare animava col suo esempio le Sorelle tutte che vedevano in lei uno specchio di tutte le Religiose virtù. Le Superiore fondavano su questa buona Sorella le più belle speranze, lusingandosi di poter approfittare di lunghi anni ancora della sua energia e buona volontà. Ma il Signore dispose altrimenti, e volle cogliere questo frutto, che a noi pareva prematuro. Già più volte la cara Sorella era stata provata dal Signore colla malattia ora per artrite ora per risipola, e più d'una volta si vide in pericolo di vita. Sul finire del mese di aprile di quest'anno 1889 ebbe un nuovo attacco di artrite.

Si sperava che dopo un periodo più o meno lungo di sofferenze avrebbe potuto riprendere le solite sue incombenze, e si era lungi dal temere una catastrofe. Si pregava sì per la sua guarigione, ma con ferma fiducia di riaverla perfettamente sana! Altri però erano i disegni del Signore! Ad onta delle più energiche cure dei Medici, ad onta delle più ardenti e reiterate suppliche a Dio per mezzo della Vergine Immacolata, il male aggravò sì che si perdette ogni speranza di salvarla. Le furono amministrati i Santi Sacramenti che essa ricevette con edificante divozione, mostrandosi non solo rassegnata, ma lieta di potersi ormai unirete per sempre a Dio sommo ed unico bene, per la cui gloria ed amore aveva lavorato tanti anni nel nostro Santo Istituto.

Avvertite le Superiore di Torino del grave pericolo della figliuola, accorsero prontamente al suo letto di dolore, recandole colla materna loro tenerezza quel maggior sollievo materiale e morale per loro possibile, e confortando colla loro presenza quella desolatissima Famiglia. Finalmente la mattina del giorno 2 giugno, la nostra carissima Suor Angela dopo lunga e penosissima agonia lasciava questa terra d'esilio per congiungersi eternamente col celeste suo Sposo, cui aveva amato e servito fedelmente pel corso di ventun anno di Vita Religiosa. A conforto dell'afflittissima famiglia che voleva rivedere almeno una volta ancora le sembianze della sua amatissima Madre e per appagare il vivo desiderio di molte persone esterne fra cui i parenti della compianta Sorella, la salma vestita dell'abito Religioso fu trasportata nella Cappella del Ritiro trasformata in Camera ardente, e qui vi rimase esposta sino al momento della sepoltura. Dopo gli onori funebri la salma, dietro speciale autorizzazione della Superiora Generale, viene interrata nel tombino proprio della famiglia Alloa, non avendo l'Istituto nostro tomba propria nel Cimitero di Carmagnola. Quivi, unitamente alla buona Suor Ferdinanda, attende il suono dell'angelica tromba per riunirsi nel giorno della risurrezione universale alla beata anima sua e godere con essa gaudii ineffabili con cui il Signore compensa le pene e le fatiche sostenute per amor suo nei brevi anni di questa brevissima vita.

Suor Maria Valentina - Segretaria

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